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Visita a depuratori di Ranzo e Margone

Prima tappa: Margone.Seconda tappa: Ranzo.3^ tappa: Toblino.L'8 maggio 2012 siamo andati a visitare i depuratori di Ranzo e Margone ma lungo il percorso abbiamo visto anche tante altre cose.

La partenza da scuola col busbussettete.La discesa nel bosco.La mattina siamo saliti sul busbussettete che ci ha portati a Margone. È un pulmino gratuito e trasporta le persone solo il martedì, lo paga il comune e collega le sette frazioni di Vezzano. Arrivati a Margone abbiamo visto alcuni murales e spaventapasseri con Roberto Franceschini e dopo siamo scesi da una discesa. Quando siamo arrivati al depuratore di Margone siamo andati a visitarlo con Felice Sartori. Dopo averlo visto ci siamo incamminati attraverso il bosco verso Ranzo. Arrivati a Ranzo abbiamo visitato il deposito dell'acquedotto e percorrendo una rapida discesa siamo arrivati al depuratore di Ranzo. Finito di vedere il depuratore siamo saliti alla vecchia scuola di Ranzo per mangiare ospitati dal circolo anziani. Dopo pranzo siamo scesi per la località Paone e siamo arrivati a Castel Toblino. Lì è arrivato un pulmino e la classe e salita però non c'erano abbastanza posti; dei bambini hanno aspettato un po' e sono andati su un piccolo pulmino da 8 posti. Siamo tornati a scuola puntuali alle 16.30.

Nikolai e Lorenzo

Schema del depuratore di Margone.Schema del depuratore di Margone.

A Ranzo è stato costruito un depuratore comunale nel 1996 e a Margone nel 2004, questo perché portare le fognature fino a Santa Massenza sarebbe costato molto e visto che sono paesi piccoli e lontani da laghi e corsi d'acqua poteva bastare una depurazione con l'uso delle vasche Imhoff.

Nel 2007 a Ranzo è stato aggiunto dalla Provincia un impianto sperimentale di fitodepurazione che viene seguito dall'Università e che fa un trattamento in più a circa il 5% delle acque reflue che arrivano al depuratore.

Rosetta

La casetta per la grigliatura di Margone.La coclea di Ranzo e il galleggiante.Gli spruzzi nella coclea.La ripida coclea di Margone col sacco per il grigliato.La coclea di Ranzo ha il sacco all'esterno della casetta.I contenitori per i sacchi del grigliato a Ranzo.

L'acqua delle fognature arriva al depuratore. La prima fase è quella della grigliatura che ai depuratori di Ranzo e Margone la fa una vite senza fine chiamata coclea riparata dal freddo dentro una casetta di legno. La vite senza fine di Margone è ripida e chiusa da un coperchio, non si può vedere dentro perché è troppo alta perciò ce l'ha fotografata Felice; quella di Ranzo invece è più bassa, Felice l'ha aperta e abbiamo visto come funziona. Felice ci ha detto che quella di Ranzo funziona meglio. Ogni ora la grigliatura si accende automaticamente per 10 secondi e mentre si accende si apre l'acqua con degli spruzzi che tirano via lo sporco più piccolo dalla vite senza fine, ma le cose più grosse salgono per la vite e formano il grigliato. Cose troppe grosse possono bloccare la vite. Il grigliato dopo va in un sacco dentro un bidone. A Margone il sacco è nella casetta, a Ranzo è fuori. Una volta alla settimana gli operai del comune cambiano il sacco e quello pieno lo mettono in un altro sacco più grande. Ogni 15 giorni viene prodotto un sacco di 35/40 kg di grigliato. In basso, dove entrano le fognature, c'è un galleggiante che controlla se c'è tanta acqua. Se c'è tanta acqua la fa andare nella vasca Imhoff.

Alberto e Simone

Schema della vasca Imhoff.La vasca Imhoff di Margone.Nella vasca Imhoff di Margone si vede il liquame ed il tubo di collegamento al fondo della vasca.I letti di essiccamento di Margone inutilizzati.La vasca Imhoff di Ranzo con la "crosta" dopo un anno dall'ultima pulizia.L'acqua ripulita con la coclea va nella vasca Imhoff. La vasca Imhoff è come un imbuto sopra un secchio, ma fatti di cemento e di forma rettangolare. L'acqua resta nella vasca sopra (imbuto) e lo sporco si deposita sul fondo della vasca sotto (secchio). I batteri decompongono le sostanze biodegradabili; nella vasca sopra ci sono i batteri che respirano ossigeno invece in quella sotto quelli che non lo respirano. Quando i batteri vanno a galla formano dei fiocchi che insieme agli oli, che stanno sempre a galla, formano una crosticina sulla quale il vento, gli uccelli, gli animaletti portano semi, foglie, terra, dalla quale abbiamo visto uscire delle bollicine: sono i gas che formano i batteri.

Quando i fanghi nella vasca di sotto vanno su fino all'apertura della vasca sopra, arriva un camion che con un tubo aspira i fanghi dal fondo della vasca sotto e porta i fanghi a Pietramurata o in un altro grande depuratore, insieme alla crosta che si è formata sopra. Questa cosa a Margone non è mai successa perché gli abitanti sono pochi e i batteri riescono a mangiarsi tutto, a Ranzo invece succede circa una volta all'anno e servono 8-9 camion per portare via tutto.

 

Questo sistema di depurazione lo ha inventato Imhoff che era un tedesco e anche un ingegnere. Depura l'acqua al 30%. Lui aveva previsto che i fanghi andassero nei letti di essiccamento però visto che quelli fanno troppa puzza a Ranzo e Margone vengono a prenderli coi camion quando c'è bisogno di pulire la vasca Imhoff.

L'acqua depurata va in tubi che la disperdono nel sottosuolo del bosco. Dal depuratore esce un tubo sotto il bosco per delle centinaia di metri e poi il tubo inizia ad avere dei buchetti da dove l'acqua esce. Il tubo è bucato in un punto dove ci sono tanti sassi così l'acqua esce dai buchi e si depura passando tra i sassi. L'acqua filtrata dai sassi si filtra ancora meglio tra la terra e non si sa dove va a finire oppure è così depurata che arriva nella roggia [Rio Ranzo o Rio Valbusa] o nel Lago di Toblino senza tracce di inquinamento.

Leonardo, Pietro, Chiara, Serena, Nikolai, Luca, Dawid, Simone, Elena

L'impianto di fitodepurazione di Ranzo.La vasca superiore con la ghiaia.La vasca inferiore con le piante.

A Ranzo nella Imhoff ci sono due pompe che pompano l'acqua alla fitodepurazione. La fitodepurazione è un sistema di depurazione naturale delle acque reflue che riproduce l'autodepurazione tipica degli ambienti umidi. Funziona così: l'acqua già un po' depurata dalla Imhoff va in vasche piene di ghiaia, si filtra e cade nelle vasche dove ci sono le cannucce di palude, piantate nella ghiaia piena d'acqua, sotto grossa e sopra più fine. Le cannucce di palude possono raggiungere i 4 metri di altezza e le sue foglie variano dai 15 ai 60 cm di lunghezza e 1-6 cm di larghezza. La cannuccia per crescere consuma acqua e poi prende l'ossigeno dall'aria con le foglie e lo butta in profondità con le radici così si riproducono i batteri che respirano ossigeno e decompongono i materiali biodegradabili. L' acqua passa tra le radici e la ghiaia si depura e poi torna nella vasca Imhoff, rimane in superficie e va nei tubi che la portano in natura. Sta facendo questa sperimentazione l'università di Trento e la paga la Provincia di Trento. Una vasca si chiama LISA (Laboratorio ingegneria sanitaria ambientale) e l'altra P.A.T. (Provincia Autonoma di Trento); la differenza tra le due vasche è che nella vasca PAT si sperimenta seguendo le regole della provincia mentre nella vasca LISA fanno anche altri esperimenti. Tutte due le vasche funzionano bene e depurano più del 90%.

Debora, Martina, Alessia, Alberto, Gianluca, Mirko, Alex

© 2012 Istituto Comprensivo della Valle dei Laghi