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Oggi insegno io... animali del bosco

Papà Graziano fa il maestro.Venerdì 2 maggio, decimo appuntamento di “Oggi insegno io” nella classe prima di Vezzano. Maestro del giorno papà Graziano, affiancato dalla moglie Teodora, che avrebbe dovuto accompagnarci nel bosco per parlarci degli animali che lo vivono ed aiutarci a vedere le tracce della loro presenza.

La pioggia ci ha impedito l'uscita e perciò stando in classe abbiamo parlato di animali e di caccia. Quattro bambini erano interessati anche alla caccia perché pensano di diventare cacciatori da grandi ma tutti gli altri erano interessati solo agli animali e a come loro sono protetti.

Graziano: Cosa mi dite di quello che vi ha raccontato il guardiacaccia Zanetti quando è venuto a trovarvi?

MP: I cerbiatti quando nascono hanno macchiette bianche sul davanti.

SG: Le macchie che hanno sulla schiena servono per non farsi sparare.

Graziano: Nessuno spara ai cerbiatti.

Maestra: Servono per mimetizzarsi e difendersi così dagli altri animali.

NT: Quegli animali che vivono sulle rocce... i camosci hanno le corna girate all'indietro. Quando arriva l'aquila il cucciolo la mamma lo tiene nascosto sotto di lei e piega la testa così l'aquila vede i corni e va via.

Graziano: Le mamme camoscio fanno gruppo e riparano i piccoli incerchio. I camosci sono aumentati nella nostra zona e si sono abbassati, ora si trovano subito sopra Ranzo. Calano invece i caprioli che sono più fragili, più resistenti di loro ci sono cervi e ancora di più i camosci e poi gli stambecchi che però vivono a quote molto alte e perciò qui non ci sono. Neppure il muflone vive qui da noi però se ne trovano verso Stenico e San Lorenzo; se dovesse arrivare qui potremmo cacciarlo perché da noi non è protetto.

NT: Perché non sono di questa zona e non vogliono che vengano qui?

GS: O perché ce ne sono tanti?

Graziano: Come ha detto N, perché non sono autoctoni e qui userebbero cibo e spazio che servono ai nostri animali.

NT: Tu hai mai cacciato un muflone?

Graziano: No. Se un muflone dovesse arrivare nel nostro territorio possiamo ucciderlo ma è difficile che escano dal loro territorio.

VZ: Quando stavo andando a scuola una volta avevamo trovato sulla strada due cuccioli di capriolo e la mamma quasi li investiva ma poi sono andati via nel prato.

Graziano: Sulla strada di Ranzo, con D, abbiamo incontrato un piccolo da solo, lo abbiamo guardato ma non toccato e ci siamo fermati per assicurarci che nessuno gli facesse del male finché lui ha trovato l'odore della sua mamma e l'ha seguito. In maggio nascono i piccoli, la mamma li lascia spesso da soli per non attirare l'attenzione perciò se lo vedete non dovete pensare che sia abbandonato e non dovete toccarlo. I piccoli non hanno odore, ma se voi lo toccate gli passate il vostro odore; la mamma non lo riconosce più e lo abbandona.

DM: Sui boschi ci sono i cartelli con il piccolo di cervo e la scritta di non toccarli.

SZ: Gli animali non si toccano anche perché certe volte sono ammalati e non si vede.

DF: A volte il mio papà vede passare un capriolo.

Graziano: É più facile vederli la mattina presto.

AZ: Se vedi un piccolo, tu non lo tocchi e lui ti urta, la mamma lo abbandona?

Graziano: Non preoccuparti: i primi 15 giorni lui non si muove finché non arriva la mamma e dopo è capace di correre dietro alla mamma.

VZ: Mio papà va a correre qualche volta e vede i caprioli; una volta ne ha visti quattro che mangiavano l'erba.

FF: Una volta al parco di Vezzano c'era un uccellino e qualcuno l'ha toccato; è venuta la mamma e l'ha abbandonato.

Graziano: Vero succede anche con gli uccelli.

DM: Sono andato nel bosco con Jonathan, Mattia e Nicholas e è passato un capriolo sulla strada.

SZ: Ma la mamma si può toccare?

Graziano: La mamma come ti vede scappa e non riesci a toccarla. Il papà è ancora più furbo ed è più difficile da prendere.

DF: Basta prenderlo con la rete.

Graziano: Non si può. Per andare a caccia devi avere il permesso e fare degli esami. Per cacciare ungulati il primo anno devi essere accompagnato da qualcuno che abbia la caccia da almeno tre anni, poi puoi andare da solo.

SG: Un giorno quando stavo andando a Borgo Valsugana ho visto i piccoli in un prato.

ET: Cos'è “ungulati”?

DM: Sono i bramiti.

Graziano: No, i bramiti sono i versi dei cervi, mentre i caprioli abbaiano. Gli ungulati sono caprioli, cervi, camosci, mufloni e stambecchi.

SG: Hanno i piedi con una grossa unghia.

ET: Fanno degli esami perché così possono vedere se possono andare a caccia.

DM: Deve studiare la caccia, ti danno un libro e devi studiare come riconoscere gli animali.

NT: Usare il fucile.

AZ: Saper il punto dove sparare nel corpo.

Graziano: Prima di tutto devi sapere tutte le leggi, poi la manutenzione ed il maneggio delle armi, poi la conoscenza delle specie.

AZ: A quali animali sparare e a quali no.

Graziano: Ogni zona è formata da una Riserva, noi facciamo parte della Riserva di Vezzano e io, pagando una quota annuale, posso andare a caccia nella mia riserva nel rispetto del calendario venatorio.

DM: Si possono uccidere solo quelli che vengono dati, se ti danno un capriolo e tu uccidi un cervo ti ritirano il fucile.

Graziano: Puoi ricevere anche delle multe. Tutti gli anni in base al periodo vengono fatti i censimenti, si contano quanti animali ci sono per ogni specie, in autunno si danno da abbattere se se ne sono contati tanti, pochi se ne sono contati di meno. Scrivono su una bacheca quanti animali per ogni specie, sesso ed età possono essere abbattuti. I 52 cacciatori di Vezzano si dividono in 5 squadre e vanno in squadra ad uccidere i cervi. Quest'anno ad esempio si sono contati 20 cervi e se ne possono uccidere 7, due maschi, due femmine che non allattano e tre giovani. Si possono uccidere anche 27 su 65 caprioli e 42 su 300 camosci.

Ogni cacciatore ha un libretto sul quale scrive il giorno e l'animale abbattuto entro 24 ore, attacca un apposito cartellino sulla bacheca ed il guardiacaccia viene a controllare, solo dopo puoi cucinare o congelare il tuo animale.

Si va a caccia la mattina molto presto perciò alla sera si va a dormire presto, non si fa rumore e non si fuma. Si preparano le saline che attirano gli animali così li si possono vedere stando sul palco.

Se trovate animali feriti telefonate al centro recupero animali selvatici a Casteller di Trento.

DM: Io sono contento che è venuto il mio papà.

NT: Mi è piaciuto tanto perché ci ha insegnato delle cose che riguardano gli animali.

SG: Mi è piaciuto perché ha risposto alle domando che gli ho fatto.

MP: Sono stata molto contenta perché abbiamo fatto molte scoperte sugli animali.

AS: Mi è piaciuto perché ci ha detto tutte queste robe che non sapevo.

ET: Mi è piaciuto che mi ha detto tutte queste cose e io le potrò dire alla mia famiglia e loro saranno felici di me.

© 2012 Istituto Comprensivo della Valle dei Laghi