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La storia della Scuola Media di Cavedine

Da un progetto didattico della prof.ssa Marcella Cerutti, svolto con la classe 3°A nell’anno scolastico 2011/2012,

con l’aiuto del signor Walter Catoni.

 

Fino al 1809 l’istruzione pubblica viene diretta quasi esclusivamente da ecclesiastici. Questo era stabilito dalla riforma dell’istruzione voluta da Maria Teresa D’Austria.

Da alcune annotazioni trovate nel libro della cassa di Laguna Mustè, si vengono a sapere:

  • alcuni stipendi dei maestri (Li 6 ottobre pagati fiorini 80 abusivi a Comai Bortolo a saldo del suo onorario in qualità di Maestro delle scuole normali di questa frazione per l’anno 1832/33);
  • alcuni costi dell’affitto dei locali (1858, 29 novembre Sig. Eugenio Pederzolli esattore della frazione pagherà al sig. Don Bartolomeo Cattoni per l’ affitto del locale della scuola minore delle ragazze come da contratto);
  • il costo per la manutenzione e il riscaldamento dei locali (1833, Lì 8 dicembre pagati 1x10 abusivi a Luigi Travaglia per tanti da esso anticipati per conto della frazione detta per la provista di gesso e scoppe e calcina a dar il bianco al locale delle scuole normali);
  • in cosa consistevano le premiazioni degli alunni meritevoli (1837, 4 maggio pagati al sig. Rocco Rosini di Trento per tanti libri ad usodi premi per li ragazzi di Laguna e Mustè);
  • le regole all’interno ma anche all’esterno della scuola (contegno prima di entrare a scuola; contegno  dentro scuola; contegno fuori dalla Chiesa; contegno  in Chiesa);

Visto che le aule scolastiche erano dislocate presso diverse abitazioni private, nel 1860 il Comune unisce le varie aule in un unico stabile utilizzando il secondo piano della casa comunale in piazza ed acquistando due locali nella proprietà adiacente, riuscendo così a realizzare un primo edificio scolastico attrezzato con quattro aule.

Due aule sono per le classi maschili, con accesso dall’entrata principale della casa comunale, e due per le classi femminili con accesso separato mediante una scala posizionata sul lato ovest del portico che immette dalla piazza in via Ospedale.

Stando agli appunti del maestro Pederzolli le scuole vennero poi trasferite in quello che diventerà il nuovo municipio.

Nel 1895 con l’acquisto dell’attuale palazzo comunale, le aule furono trasferite al secondo piano dove rimasero fino al 1954.

In seguito la scuola (per ora solo elementare) si trasferì nell'attuale edificio, chi frequentava le scuole medie doveva recarsi a Trento. A partire dai primi anni sesssanta vennero insediate anche delle classi per la scuola media, mentre le elementari rimasero nel piano rialzato.

 

L’edificio scolastico attuale, la cui costruzione risale ai primi anni sessanta, fu inizialmente intitolato dal Consiglio Comunale a Giulio Catoni, agronomo di fama (nacque a Trento il 07 settembre 1869 ed ivi morì il 19 ottobre 1950. Il legame con Cavedine è anagrafico, in quanto i suoi ascendenti a partire dal nonno nacquero in questo paese, ed affettivo-lavorativo con la valle. Nel comune aveva proprietà terriere ed edili).

Purtroppo la legge disponeva che l’intitolazione poteva essere effettuata solo a persone il cui decesso risalisse ad almeno un decennio. Nel caso specifico, essendo trascorsi solo quattro anni, il nulla osta non fu concesso.

Tale era la convinzione di ottenere una risposta positiva che il comune fece apporre una targa ricordo che rimase comunque in posa per diversi anni nell’atrio dell’entrata. Ora è riposta nel magazzino comunale, essendo nel frattempo la scuola intitolata ad un altro importante personaggio.

L’edificio scolastico rimase così per diversi anni senza intitolazione, la quale venne sollecitata nel 1966 dal Provveditorato agli Studi di Trento.

 

Il Consiglio Comunale ripropose il nome del dott. prof. comm. Giulio Catoni, ma il Collegio docenti optò per il Cardinale Cristoforo Madruzzo.

La nuova intitolazione fu ufficializzata con nota n. 7275 del 22 giugno 1967 del Ministero della Pubblica Istruzione.

 

Cristoforo Madruzzo nacque nel castello di Madruzzo (Calavino – Trento) il 5 luglio 1512. Il padre è Giovanni gaudenti signore e barone di Madruzzo e di Nanno; la madre appartiene ad una nota famiglia tirolese, Eufemia di Sporenberg e Villanders.

 

Cristoforo passa l’infanzia nel castello di Madruzzo, quindi incomincia e completa i propri studi ginnasiali a Trento. Giovanissimo ottiene un primo canonicato a Trento e quindi uno a Salisburgo.

 

Divenuto canonico, intraprese la carriera ecclesiastica grazie all’aiuto ed alla protezione di Bernardo Clesio, Vescovo di Trento. Alla morte di quest’ultimo nel 1537, Cristoforo è nominato principe vescovo a soli 27 anni di età. Sarà poi principe vescovo di Bressanone nel 1542 e quindi cardinale nel 1545.

 

Il suo principale merito è quello di convocare a Trento un Concilio nel quale affrontare l’emergenza della riforma protestante. Il Concilio Ecumenico di Trento è aperto dal Cardinale Cristoforo nel 1545 e pure da lui chiuso nel 1563.

 

Nel 1559 è a Roma per partecipare al conclave che vide l’elezione di Papa Pio IV ;

 

Morì il 5 luglio 1578 a Tivoli. La sua salma è tumulata nella cappella di famiglia a San Onofrio a Roma.

 




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