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Scuola Secondaria di Primo Grado

Stefano Bellesini

Indirizzo: via Roma, 3 - 38070 Vezzano

Telefono e fax: 0461864067

Posta elettronica:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Insegnante fiduciario: prof. Arrigo Chemolli

 

Incontro con Alidad Shiri

alidad 3BLa sera di martedì 13 ottobre 2015 al Teatro della Valle dei Laghi, Alidad Shiri ha tenuto un incontro. Ci ha illustrato il suo lungo e faticoso viaggio dall’Afghanistan fino al Trentino – Alto Adige.

La sua storia

Alidad nasce a Ghazni, una città dell’Afghanistan orientale, nel 1992. Suo padre era a capo di un importante partito militare e per questo quando cominciò la guerra civile venne ucciso da una bomba, posizionata da alcuni ribelli.

Invitato al compleanno di suo cugino, Alidad andò alla festa con suo fratello, mentre la mamma, la nonna e la sorella rimasero a casa. Quella sera i fondamentalisti bombardarono la sua città e così la casa di Alidad fu colpita.  Alidad era distrutto dopo aver scoperto che la sua famiglia non c’era più.

Rimasto orfano si trasferisce con il fratello e la sorella maggiore dagli zii in Pakistan, a Quetta, dove rimane due anni. Lì continua la scuola che ha iniziato a Ghazni e comincia anche ad andare a quella coranica. La zia però gli spiega che lì in Pakistan non ha futuro, quindi lui decide di emigrare. Si rivolge ad un contrabbandiere e parte per l‘Iran.

 

Il viaggio verso Teheran dura 24 giorni e una volta arrivato, Alidad si riposa una settimana, ma poi comincia a lavorare illegalmente in una fabbrica dalle 19.00 alle 7.00 e in poco tempo diventa capo-turno. Continua a lavorare fino a quando riesce a mettere da parte la somma di denaro sufficiente per pagare un altro contrabbandiere che lo porti ad Istanbul.

A Istanbul si imbarca e dopo ventisei ore di viaggio arriva ad Atene dove si ferma per tre mesi a raccogliere pomodori.

Per proseguire il suo viaggio verso l’Italia, Alidad ha due possibilità: pagare altri trafficanti di uomini o rischiare la vita ed andarci da solo. Sceglie di rischiare perché non ha più soldi da spendere e perciò si lega sotto un tir che viene imbarcato su una nave diretta a Venezia. Sbarcato, il camion si dirige verso Bolzano e dopo quattro ore di viaggio l’autista si ferma ad un autogrill così Alidad può slegarsi ed uscire da sotto il camion. Si dirige verso un campo di mele dove si lava, si cambia e mangia due frutti che coglie da un albero. Si avvia a piedi lungo l’autostrada dove viene intercettato dalla polizia che lo ferma e lo porta alla centrale. Lì viene interrogato e poi viene affidato ad una casa-famiglia di Merano. 

 

Adesso Alidad è un ragazzo di ventitré anni che studia filosofia politica all’Università di Trento e sogna di poter tornare in Afghanistan per aiutare i cittadini in questo difficile periodo di guerra.

Questa purtroppo è una storia comune perché sempre più persone – sia adulti che bambini – sono costretti a scappare dalle loro Terre di origine a causa di guerre, povertà o violenze di vari tipi e si dirigono in altri luoghi più sicuri per cercare un futuro migliore. Partono senza sapere dove andare e senza la sicurezza che il loro viaggio andrà a buon fine.

 

All’età di undici anni Alidad ha avuto il coraggio di partire da solo e lasciare il suo Paese natale. Sognava un futuro migliore, ma non aveva la certezza di riuscire a trovarlo, è stato spinto dalla speranza e dalla sicurezza in se stesso. Per questo, secondo noi è una persona davvero degna di rispetto e stima.

Ci è sembrata una storia molto affascinante per il suo coraggio e voglia di vivere.

Ci è piaciuto davvero molto ascoltare questa storia interessante e commovente; questa narrazione ci ha fatto riflettere su quanto siamo stati fortunati a nascere in un Paese in pace.

 

Grazie alla sua insegnante e alla casa editrice Il margine, Alidad è riuscito a scrivere “Via dalla pazza guerra”, un libro in cui racconta la sua vera storia. Secondo noi, per lui è stato molto difficile scrivere questo libro perché ha dovuto ripercorrere molti fatti dolorosi. Lo ha fatto pensando così di aiutare il suo paese rendendo noto a tutti la situazione in cui vive.

Alidad adesso si sente fortunato ad essere ancora in vita, e regala forza alle persone che leggono il suo libro e ascoltano la sua testimonianza: anche noi abbiamo sentito questa forza e, per ricordare quel momento, ci siamo fatti fotografare insieme a lui!

 

Grazie Alidad!

 

Gli alunni della classe 3B - SSPG di Vezzano

 

Alidad auografo                                                                alidad lettera

© 2012 Istituto Comprensivo della Valle dei Laghi