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Scuola Secondaria di Primo Grado

Stefano Bellesini

Indirizzo: via Roma, 3 - 38070 Vezzano

Telefono e fax: 0461864067

Posta elettronica:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Insegnante fiduciario: prof. Arrigo Chemolli

 

La guerra che verrà non è la prima

mostra"La guerra che verrà non è la prima “ queste le parole di Bertol Brecht che hanno dato il titolo alla mostra che abbiamo visitato al Mart martedì 11 novembre che durerà fino al 15 settembre 2015.

Un viaggio attraverso la prima guerra mondiale per arrivare ad una riflessione sulla guerra globale.

Apre il percorso l’opera di Belinde de Bruyeckere, In Flanders Fields (2000) di grande impatto emotivo: la presenza di cinque cavalli in rigide pose di sofferenza. Cavalli senza volto e senza espressione a simboleggiare il dolore universale.

La prima guerra ha la caratteristica di essere una guerra totale anche per l’uso di armi nuove e per l’utilizzo del gas che andava a colpire le popolazioni civili.

Il percorso si articola attraverso l’esposizione di molti documenti: video, manifesti di propaganda, foto, reperti, giochi dei bambini, lettere dal fronte, santini, installazioni.

 

Importante la presenza di molti artisti contemporanei che hanno interpretato il tema della guerra come ad esempio la fotografa iraniana Gohar Dashti che ambienta scene di vita quotidiana sullo sfondo di immagini di guerra.

Con tre paesaggi luminosi e sereni si racconta la tragedia del Ruanda a vent’anni dal sanguinoso genocidio (1994-2014). Tre immagini rilette in visione di speranza: la serenità del paesaggio in contrasto con la tragedia del genocidio che non è visibile ma rimane nel ricordo di chi guarda.

 

Kosovo, Palestina e Normandia chiudono la mostra con installazioni che evocano la forza dei monumenti: le prime due realizzate in cera da Pascal Convert e Atlantic Wall di Magdalena Jetelova con le fotografie sui bunker della seconda guerra mondiale.

Abbiamo poi visitato la Casa d’Arte Futurista Depero che ospita 50 tappeti di guerra proveniente dall’Afghanistan, tessuti a partire dal 1979 in seguito all’invasione sovietica, e i fazzoletti di pace realizzati dalle donne e dai bambini che rappresentano scene di chi purtroppo vive la guerra quotidianamente.

 

Una giornata ricca di spunti di riflessione e di occasioni per nuovi approfondimenti.

 

  "La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente."  Bertolt Brecht

 

3A e 3B SSPG Vezzano

 

 


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