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Scuola Secondaria di Primo Grado

Stefano Bellesini

Indirizzo: via Roma, 3 - 38070 Vezzano

Telefono e fax: 0461864067

Posta elettronica:

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Insegnante fiduciario: prof. Arrigo Chemolli

 

I vulcani...le montagne di fuoco!

3B vulcaniGiovedì 22 gennaio 2015 è venuta a fare visita alla classe 3B di Vezzano, per la seconda volta, l'esperta geologa Cristina Gadotti, una grande esploratrice che ha visitato molte delle meraviglie naturali del nostro pianeta.

Durante questa lezione ci ha parlato dei vulcani, mostrandoci una serie di foto, accompagnate da melodie locali, che rappresentavano i crateri da lei visitati: Islanda, Stati Uniti, Costa Rica, Nuova Zelanda e Canada.

 

Cristina ci ha detto che i vulcani possono essere buoni, ma in molti casi cattivi. Una prima classificazione è stata fatta dal vulcanologo svizzero Alfred Rittmann. Nel suo trattato “I vulcani e la loro attività” lui ritiene che sul nostro pianeta ci sono vulcani buoni che eruttano senza provocare gravi conseguenze ed altri che invece provocano conseguenze molto gravi, come l'eruzione peleana, una valanga incandescente di cenere vulcanica calda. 

 

In Indonesia i vulcani sono considerati residenza delle divinità e durante le cerimonie sacre i fedeli portano loro moltissimi doni, offerte votive di tutti i tipi e di tanti colori.

 

I vulcani durante l'eruzione emettono materiali liquidi, solidi e aeriformi. I due elementi più violenti che travolgono ogni cosa che incontrano sono la nube ardente e il lahar. La nube ardente è formata da materiale incandescente, miscele di gas, ceneri e polveri a temperatura altissima anche più di 800 gradi, con elevato potere distruttivo, che si spostano a grande velocità, anche superiore a 100 Km/h.

 

I lahar sono invece colate di fango che fuoriescono dal vulcano; quando esso è ricoperto in cima da lastre di ghiaccio il lahar è ancora più pericoloso, perché cola il ghiaccio.

 

Una delle più clamorose eruzioni fu l'8 maggio 1902 quando all'improvviso La Pelèe, un vulcano della Martinica, un'isola delle Antille, alto m 1.397, eruttò una nube ardente violentissima che causò 31.000 morti nel villaggio Saint-Pierre ( prima del disastro per l'eleganza delle strade e la sua prosperità era chiamata la Parigi delle Indie Occidentali) e nei dintorni. Nessuno se l'aspettava perché tutti lo consideravano una montagna ormai tranquilla anche se, in passato, aveva già eruttato ma in modo debole. L'unico a sopravvivere fu un condannato che era incatenato in una prigione sotterranea e il giorno dopo doveva essere impiccato.

 

L'esperta ci ha detto che l'Islanda è un Paese meraviglioso con molti vulcani, attivi e non attivi, ed è il regno delle centrali geotermiche.

In conclusione ci ha raccomandato che non bisogna mai fidarsi di un vulcano che in passato ha eruttato.

 

Ringrazio a nome di tutti, la signora Gadotti che ha dedicato il suo tempo per condividere con noi le emozioni che le hanno regalato queste meraviglie naturali e la professoressa Ferrara per averci dato l'occasione di incontrare un'esperta in geologia.

 

Alessandro Tonelli 3B

© 2012 Istituto Comprensivo della Valle dei Laghi