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Scuola Secondaria di Primo Grado

Stefano Bellesini

Indirizzo: via Roma, 3 - 38070 Vezzano

Telefono e fax: 0461864067

Posta elettronica:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Insegnante fiduciario: prof. Arrigo Chemolli

 

Storia del cacciabombardiere MAYBE

MAYBESabato 18 aprile sono venuti, nelle 3A e 3B della SSPG di Vezzano, quattro storici volontari dell’ associazione “Benàch”: Antonella Previdi, Aldo Miorelli, Ben Appleby e Giacomo Zanetti, che hanno portato con loro una storia alquanto eroica e interessante avvenuta alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

La storia del cacciabombardiere B-25j Mitchell avviene nel 1945 nei pressi di Rovereto, più precisamente nei cieli sovrastanti il paese di Ronzo Chienis. Descrivo in breve la dinamica dell’evento. La mattina del 6 febbraio 1945 il cacciabombardiere B-25 si trova nei pressi dell’obbiettivo, lo scalo merci di Rovereto: le ferrovie infatti erano i punti più favorevoli in cui sganciare le bombe per boicottare l’esercito tedesco, dato che da qui arrivavano tutti gli  approvvigionamenti necessari per le truppe. Ad un certo punto, mentre  la cosiddetta “fortezza volante” procedeva in assetto con gli altri cacciabombardieri, quello di testa, e conseguentemente anche gli altri, vengono colpiti dalla temibile “Flak” tedesca, ovvero l’insieme dei cannoni della contraerea situati in punti strategici della valle, finendo così per dover rompere l’assetto e trovarsi subito dopo a dover fare una brusca ritirata.

 

E qui avviene il gesto eroico che, il pilota Hearl Howard  Remmel e il copilota Leslie Thomas Speer, decidono di compiere: far abbandonare l’aereo agli altri membri dell’equipaggio e, per salvare migliaia di civili dalla morte certa (dato che, o si sganciavano le bombe, o era impossibile per essi riuscire ad andarsene), dirigersi contro il M. Brugnolo poco distante, facendo così risparmiare la vita a molte persone.

E’ questa in sintesi la vicenda raccontata e descritta, in maniera approfondita, dai quattro storici nelle classi e anche nel libro e nel documentario scritto e realizzato interamente da  loro.

 

Era presente in classe anche un testimone oculare, ossia Tullio Ciaghi, all’epoca appena quattordicenne.  Lui ci ha raccontato la vicenda vista dai suoi occhi e del trofeo, presente in classe con lui, preso dal relitto dell’aereo circa un giorno dopo l’impatto: un bellissimo portello dell’aereo, all’epoca situato sopra la testa dei piloti, ancora completo e funzionante.

Ci hanno infine spiegato come e con quali strumenti hanno proceduto nelle ricerche e negli approfondimenti, andando anche a raccontarci le loro scoperte e le loro indagini.

 

Ciò che personalmente mi ha stupito di più è stato il venire a conoscenza che, pur non essendo degli storici di professione, essi si impegnano al massimo “sprecando” tempo ed energie nelle ricerche solo per la passione e l’amore che nutrono nei confronti della storia. Li ringrazio ancora molto per la passione e le conoscenze che ci hanno divulgato e consiglio vivamente a tutti di acquistare il loro fantastico libro.

 

Berteotti Tommaso 3B

© 2012 Istituto Comprensivo della Valle dei Laghi